Luna di seta

La nascita della seta ha origini lontane.
Se infatti in Europa si svilupparono nei secoli diversi centri di eccellenza, è in Cina che bisogna andare per risalire alla scoperta di questo prezioso tessuto, avvenuta più di 3.000 anni fa, e da lì percorrere l’antica Via della Seta che dalla Cina attraversa il continente asiatico, per poi toccare l’antica Persia e la penisola Arabica, e arrivare infine in Europa.
Leggera e lucente, ha delle proprietà uniche e richiede una maestria nella lavorazione che negli anni è rimasta invariata. Perché se oggi la seta la possiamo indossare tutte, la possono comunque lavorare (bene) solo mani esperte.
Scopriamo insieme con la nostra Silk Academy i segreti della seta, perché solo con la conoscenza potremo riconoscere e apprezzare la qualità migliore.
La lucentezza è una delle caratteristiche più note della seta.
Grazie alla particolare struttura pri-smatica triangolare della fibra, il tessuto di seta di rinfrange la luce in arrivo da angoli differenti ga-rantendo ai capi colori lucenti e luminosi.
Sembra così che il tessuto prenda vita e illumini la pelle di chi lo indossa.
Tra le caratteristiche più apprezzate d’estate vi è la proprietà igroscopica, ovvero la capacità del-la seta di assorbire l’umidità fino quasi a un terzo del proprio peso: la pelle resta così fresca anche nelle giornate più torride.
Per questa ragione si possono indossare con piacere e leggerezza anche capi dalle maniche lunghe.
Una delle lavorazioni più diffuse è quella del raso di seta, detto anche satin.
Il raso di seta è particolarmente pregiato per la sua lavorazione: il tessuto è infatti uniforme e liscio, perché i punti di legatura rimangono nascosti.
Il nome satin deriva dal toponimo cinese Quanzhou (Zayton in arabo medievale), la località da cui partivano le carovane che trasportavano la seta verso altri Paesi.
Questo particolare tipo di lavorazione è tra i migliori per esaltare le caratteristiche del materiale: fresco d’estate, caldo e confortevole d’inverno.
Per questa ragione viene utilizzato spesso per i pigiami, indumenti che si possono usare tutto l’anno e che, grazie all’originalità della stampe, la tendenza moda ha trasformato in capi da giorno.
La lavorazione di qualità della seta non si limita al tessuto, ma si amplia anche alle applicazioni.
Tra queste, una delle più impegnative, è il soutache.
La tecnica del soutache nasce in Russia, ai tempi degli zar: veniva utilizzata per decorare le ca-sacche dei militari applicandovi passamanerie e mostrine, oppure per impreziosire gli abiti degli zar.
L’abilità è nel rendere invisibili il filo e il segno dell’ago che assicura pizzi e passamanerie al tessuto.
Ne sono un esempio i nostri baby-doll Se il soutache è una tecnica, il pizzo Chantilly è una decorazione preziosa.
Nato in Francia, nella città di cui porta il nome, questo pizzo di seta molto leggero e trasparente viene interamente ricamato a mano per apparire soffice e delicato al tatto.
La sua trama tipica è composta da fiori e ghirlande, come nella nostra chemise, un capo che si può utilizzare come camicia da notte, come sottoveste o sottogiacca raffinata
Finora abbiamo parlato di tecniche e lavorazioni che risalgono ai secoli passati, ma la tecnologia digitale ha un ruolo fondamentale nell’odierna produzione di capi in seta.
Le stampe delle nostre collezioni vengono realizzate grazie alla stampa digitale, che garantisce una precisione millimetrica e il nitore dei colori.
Prendono così vita intrecci floreali e pattern geometrici, che grazie anche alla lucentezza della seta, risultano particolarmente vividi.
Guardare per credere